Deumidificazione di muri in tufo

Deumidificazione di muri in tufo

Deumidificazione di muri in tufo

Centro storico di Orvieto fonte Pixabay foto di Tama66

L’elettrosmosi attiva è il metodo migliore per risolvere i problemi di umidità di risalita che si presentano nelle murature costruite in tufo. Ecco i risultati ottenuti grazie all’installazione di un impianto elettrosmotico in un appartamento seminterrato adibito all’accoglienza turistica nel centro storico di Orvieto.

 

Orvieto è conosciuta anche come “città del tufo”, infatti poggia letteralmente su una rupe di tufo di origine vulcanica e buona parte delle costruzioni: abitazioni, palazzi e chiese del centro storico sono costruite con questo tipo di materiale.

Quando il cliente ci ha contattati per richiederci come poter risolvere le problematiche di umidità di risalita nel suo appartamento storico in fase di ristrutturazione situato nel centro di Orvieto, il nostro consiglio è stato quello di installare un impianto elettrosmotico. La necessità era quello di avere una garanzia di efficacia totale e rapidità nei risultati in quanto la futura destinazione dell’appartamento era adibirlo all’accoglienza di turisti.

Il tufo è un ottimo materiale da costruzione: è molto isolante sia a livello termico che acustico, leggero e facilmente lavorabile. Presenta però grandi porosità, caratteristica che lo rende particolarmente sensibile ad essere soggetto a umidità di risalita.

Quando si presentano problemi di umidità di risalita in abitazioni in tufo (ma anche sasso e mattoni) uno dei metodi migliori per deumidificare definitivamente le murature è ricorrere all’elettrosmosi attiva. Questo metodo di deumidificazione risulta essere efficace anche se sono presenti murature controterra, ottenendo risultati definitivi non ottenibili con altre metodologie di deumidificazione come le barriere chimiche.

L’impianto elettrosmotico è costituito da elettrodi positivi e negativi, posizionati nelle murature e gestiti da una centralina elettronica. Quando l’impianto viene attivato si crea una barriera elettrosmotica che inverte il campo elettrico naturale che porta l’acqua a risalire lungo le murature. L’acqua viene spinta verso il basso fino al terreno allontanandola dalle murature. I muri, trattati con l’elettrosmosi, si asciugano nell’arco di 2-3 mesi e l’impianto elettrosmotico impedirà future risalite.

Deumidificazione di muri in tufo
Deumidificazione di muri in tufo
Deumidificazione di muri in tufo
Deumidificazione di muri in tufo

Cosa vedere ad Orvieto

Tra le cose più belle da vedere ad Orvieto merita sicuramente una visita il famoso Duomo in stile gotico con i suoi interni finemente decorati. Imperdibile è anche il famoso pozzo di San Patrizio, scavato interamente nel tufo con la scala a doppia spirale percorribile a piedi.

Per chi ha la curiosità di scoprire cosa si cela sotto la città, non può mancare una visita alla “Orvieto sotterranea”.

 

Curiosità

Orvieto non è l’unica città in Italia costruita su una base di tufo, tra le più famose che meritano una visita ci sono anche:

  • Matera
  • Pitigliano
  • Sovana
  • Sorano
  • Civita di Bagnoregio
  • Sant’Agata dei Goti

 

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Deumidificazione muraria con sistema misto Elo - umidità di risalita

Umidità di risalita deumidificazione muraria con Sistema misto ELO

Deumidificazione muraria con sistema misto Elo - umidità di risalita

Stop all’umidità di risalita

Deumidificazione muraria con il sistema misto ELO

 

Centraline elettrofisiche ELO Def + Elettrosmosi

=

Risultati definitivi contro l’umidità di risalita in tempi rapidi

Costi contenuti – Invasività minima.

Deumidificazione muraria con sistema misto Elo

Dopo aver migliorato le nostre centraline elettrofisiche ELO Def rendendole sempre più efficaci in svariate situazioni e condizioni, ci siamo concentrati per risolvere uno dei limiti maggiori di questo sistema di deumidificazione: i lunghi tempi di asciugatura dei muri umidi.

L’evaporazione naturale dell’acqua

 

Le centraline elettrofisiche bloccano l’umidità di risalita permettendo al muro di asciugare tramite evaporazione naturale. Per agevolare l’evaporazione dell’acqua è possibile ricorrere ad intonaci deumidificanti. Nonostante questo prima che il muro diventi totalmente asciutto bisognerà attendere molti mesi, spesso anni.

Fare una stima esatta del tempo di asciugatura totale di un muro è molto difficile, se non impossibile. Le tempistiche variano da caso a caso e dipendono da diversi fattori, ecco alcuni esempi:

  • il tipo di materiale col quale è stato costruito il muro;
  • il quantitativo di acqua assorbita;
  • il suo spessore:
  • l’altezza raggiunta dell’umidità di risalita;
  • la capacità di evaporazione dell’intonaco presente sul muro umido.

Grazie alla nostra esperienza nel campo della deumidificazione muraria tramite installazione di impianti elettrosmotici (elettrosmosi) abbiamo trovato una soluzione per ovviare questo problema.

Sistema misto ELO

 

Il sistema di deumidificazione misto ELO unisce i vantaggi principali delle centraline elettrofisiche, cioè invasività nulla, reversibilità ed economicità, alla rapidità dei risultati ottenibili con l’installazione di un impianto elettrosmotico provvisorio.

In questo modo, i lunghi tempi di asciugatura dei muri colpiti da risalita verranno notevolmente abbreviati

 

In cosa consiste la deumidificazione muraria con sistema misto ELO

 

  • L’installazione della centralina ELO Def interrompe la risalita dell’acqua lungo la muratura;
  • Nello stesso momento, viene installato anche un impianto elettrosmotico provvisorio composto in gran parte da materiale cosiddetto “sacrificale”. Lo scopo dell’impianto elettrosmotico provvisorio sarà quello di accelerare l’asciugatura dei muri colpiti da umidità di risalita.

L’impianto elettrosmotico provvisorio è costituito da fori di piccolo diametro collegati tra loro con un sottile filo esterno alla muratura. Questo tipo di impianto risulta essere meno invasivo rispetto all’installazione di un impianto elettrosmotico definitivo. L’impianto elettrosmotico definitivo richiede infatti l’apertura di tracce per l’alloggio degli elettrodi con conseguente costi di installazione più elevati dovuti ad una maggiore manodopera e all’utilizzo di materiali più costosi, come il titanio, utilizzato per gli elettrodi per garantire una lunga durata del sistema. 

Il vantaggio principale che si ha installando l’impianto elettrosmotico provvisorio è quello di ottenere una asciugatura dei muri molto più rapida (dai 30 ai 60 giorni). Prima di avere pareti totalmente asciutte con il solo utilizzo delle centraline elettrofisiche possono invece trascorrere fino a 24 – 36 mesi.

Deumidificazione muraria con sistema misto Elo - elettrodo provvisorio
Deumidificazione muraria con sistema misto Elo - elettrodo provvisorio montato

Cosa succede dopo che i muri saranno asciutti?

 

Quando l’acqua sarà evaporata dai muri, l’impianto elettrosmotico provvisorio può essere rimosso. I muri resteranno asciutti e protetti dalla risalita grazie alla presenza della centralina elettrofisica ELO Def installata in maniera definitiva.

In base agli effetti dell’asciugatura rapida forzata, verrà valutato, assieme al cliente, l’eventuale necessità di ripristinare alcune parti di intonaco. Nel caso non fosse necessario si potrà procedere con la semplice riparazione dei piccoli fori fatti per l’installazione dell’impianto provvisorio.

Questo sistema combinato risulta essere la soluzione ottimale nei casi in cui i problemi di umidità di risalita non sono di entità grave; può essere utilizzato in murature fuori terra in pietra, mattoni e sasso. In caso di presenza di controterra sarà necessario valutare il singolo caso. 

Poiché i problemi causati dall’umidità sulle murature sono diversi per ogni singolo caso non esitate a contattarci! I nostri tecnici sono a disposizione per studiare al meglio il vostro problema e suggerirvi la soluzione migliore per eliminare definitivamente l’umidità dalle vostre case.


Per risolvere il problema dell’umidità di risalita l’unica soluzione è intervenire in maniera definitiva interrompendo la risalita e l’assorbimento dell’acqua nelle murature. Nel caso vi accorgiate di presenza di muffa e umidità nella vostra abitazione o efflorescenze saline, non esitate a contattarci tramite il form o i contatti telefonici che troverete nella pagina contatti.


elettrosmosi o centraline elettrofisiche per i problemi di umidità

Elettrosmosi o centraline elettrofisiche per i problemi di umidità?

elettrosmosi o centraline elettrofisiche per i problemi di umidità

Meglio scegliere l’elettrosmosi o centraline elettrofisiche per i problemi di umidità di risalita? Qual è il metodo migliore per ottenere una deumidificazione definitiva e risolvere i problemi per sempre?

Per contrastare ed eliminare definitivamente l’umidità di risalita esistono quattro metodi sicuramente efficaci:

Il taglio meccanico è un metodo ormai in disuso in quanto leggi e normative ne vietano l’utilizzo per problemi di stabilità degli immobili in caso di sisma. Le iniezioni di resina, sono ancora spesso utilizzate e riteniamo si tratti di un metodo affidabile seppur con alcuni limiti. Ad oggi è indubbio il fatto che le iniezioni di resina stiano venendo soppiantate da metodi tecnologicamente più avanzati come gli impianti elettrosmotici e le centraline elettrofisiche.

elettrosmosi o centraline elettrofisiche per i problemi di umidità

Per quanto i nomi “elettrosmosi” ed “elettrofisica” possano sembrare simili, si tratta di due metodi di deumidificazione diversi. Cercheremo ora di spiegare in maniera molto semplice quali sono le principali differenze tra i due metodi:

Come funziona la deumidificazione con impianto elettrosmotico ELO System?

 L’elettrosmosi si basa su un fenomeno elettrochimico ormai noto secondo il quale quando l’acqua si sposta per capillarità crea un campo elettrico: poiché l’acqua all’interno di un setto poroso si sposta sempre verso il polo negativo, imponendo alla muratura un campo elettrico contrario rispetto a quello presente in condizioni normali, l’acqua si sposta verso il terreno e il muro si asciuga.

L’installazione di un impianto elettrosmotico viene effettuata inserendo all’interno delle murature da deumidificare elettrodi di piccolo diametro gestiti da una centralina elettronica.

In alcuni casi gli elettrodi possono essere posti in aderenza sulle murature, oppure, in alternativa, vengono inseriti all’interno delle pareti effettuando tracce dallo spessore minimo per ridurre l’invasività dei lavori.

La centralina elettronica, una volta collegata alla normale corrente elettrica, genera un campo elettrico sugli elettrodi in grado di rimandare l’acqua nel terreno impedendo l’assorbimento di acqua da parte dei muri e conseguentemente la risalita.

Come funziona la deumidificazione con centralina elettrofisica ELO Def?

La deumidificazione con una centralina elettrofisica ELO Def consiste nell’installazione dell’apparecchio sulla muratura e il suo collegamento alla corrente elettrica. Si tratta di un sistema “senza fili” ovvero, al contrario dell’elettrosmosi, non necessita di elettrodi per funzionare.

Il principio di funzionamento delle centraline elettrofisiche si fonda sull’induzione elettromagnetica a particolari frequenze. Le frequenze emesse dalla centralina sono in grado di caricare positivamente le murature che si trovano all’interno del suo raggio d’azione, orientando le molecole d’acqua impedendo la risalita capillare.

Deumidificazione muraria con sistema misto Elo

Elettrosmosi o centraline elettrofisiche per risolvere i problemi di umidità di risalita?

Si tratta entrambe di metodi molto efficaci ma la risposta è che ogni singolo caso deve essere ben valutato per poter offrire ai clienti il metodo migliore in base alle esigenze del singolo, alle caratteristiche degli immobili e non ultimo prendendo in seria considerazione anche gli aspetti economici.

Dopo la fase di studio di fattibilità spieghiamo al cliente quale sia il percorso migliore da intraprendere per ottenere i risultati migliori. Quando riteniamo sia possibile utilizzare entrambi i metodi di deumidificazione, forniamo al cliente due preventivi distinti da poter confrontare. 

Ma non solo! A seguito dell’esperienza nel campo della deumidificazione abbiamo progettato un sistema misto che unisce i vantaggi dei due sistemi: la non invasività e l’economicità di ELO Def e la velocità di asciugatura dell’elettrosmosi con ELO System. Per avere maggiori informazioni clicca sul pulsante e richiedici un preventivo. 

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Deumidificazione di murature in tufo controterra Orvieto

Deumidificazione di murature in tufo controterra

Deumidificazione di murature in tufo controterra Orvieto

Vista di Orvieto fonte Pixabay foto di valtercirillo

L’elettrosmosi attiva è il metodo migliore per risolvere i problemi di umidità di risalita quando sono presenti pareti controterra. Vi mostriamo i risultati di un intervento di deumidificazione di murature in tufo effettuato in un appartamento seminterrato nel centro storico di Orvieto.

L’elettrosmosi attiva è il metodo di deumidificazione ideale per le murature in sasso, pietra e mattoni colpite da umidità di risalita. La creazione di una barriera elettrosmotica riesce a garantire una deumidificazione definitiva anche in presenza di pareti controterra, non ottenibile con altre metodologie di deumidificazione come ad esempio le barriere chimiche.

Intervento di deumidificazione di murature in tufo definitiva

L’installazione di un impianto elettrosmotico consiste nell’inserimento di elettrodi positivi e negativi mediante piccole tracce sulla muratura che verranno collegati e gestiti da una centralina elettronica. Una volta attivato l’impianto, la barriera elettrosmotica è in grado di invertire il campo elettrico naturale che porta l’acqua a risalire lungo le murature. L’acqua viene così direzionata verso il terreno allontanandola definitivamente dalle murature che andranno ad asciugarsi ottenendo una deumidificazione veloce e completa.

Nel caso dell’appartamento situato nel centro storico di Orvieto l’umidità di risalita aveva colpito in maniera piuttosto incisiva le murature in tufo in parte controterra. In certi casi, come ad esempio sulle pareti in tufo o sasso o quando lo spessore dell’intonaco lo permette, l’installazione degli elettrodi può avvenire anche senza l’apertura delle tracce nel muro. Come in questo caso, ad esempio, gli elettrodi in titanio sono stati fissati alla parete in aderenza utilizzando una specifica malta altamente conduttiva. 

Deumidificazione di murature in tufo controterra

Trattamento antisalino

Per contrastare possibili comparse di efflorescenze saline, è stato effettuato un trattamento antisalino. Il trattamento, che deve essere effettuato prima del rifacimento dell’intonaco, consiste nell’applicazione di uno strato di rinzaffo antisale sulle murature. Questo prodotto è in grado di proteggere le murature dalle efflorescenze saline evitando l’affioramento dei sali sulla superficie delle murature preservando i nuovi intonaci che si andranno ad applicare. 

Deumidificazione di murature in tufo controterra
Deumidificazione di murature in tufo controterra

Una volta asciugatosi lo strato di rinzaffo e conclusi definitivamente i lavori di ristrutturazione si è potuto stendere l’intonaco ultimando così i lavori di ristrutturazione. Le immagini seguenti mostrano l’appartamento durante la fase di ristrutturazione avvenuta nel corso del 2019 e l’appartamento dopo 2 anni dall’installazione dell’impianto elettrosmotico. Dalle fotografie è possibile notare quanto i mattoni in tufo fossero impregnati di acqua e le condizioni attuali delle murature che risultano essere completamente asciutte. 

Deumidificazione di murature in tufo controterra
Deumidificazione di murature in tufo controterra
Deumidificazione di murature in tufo controterra

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Guaine tagliamuro e umidità di risalita

Guaine tagliamuro e umidità di risalita cosa fare quando non funzionano?

Guaine tagliamuro e umidità di risalita

I muri a diretto contatto con il terreno sono spesso soggetti a umidità di risalita capillare. Per questo motivo, oggi, in fase di costruzione si utilizzano spesso delle guaine tagliamuro il cui scopo è quello di creare una barriera all’umidità di risalita. Nonostante la loro presenza però, a volte le guaine tagliamuro non funzionano. Scopriamo il perché.

Le guaine o membrane tagliamuro vengono utilizzate per l’impermeabilizzazione dei muri in laterizio, in blocchetti di cemento o tufo. Vengono posizionate tra la gettata di fondazione e il muro durante la fase di costruzione e tra i primi corsi dei mattoni in base alle quote di costruzione.

Ne esistono di varie tipologie, ma per la maggior parte sono composte da una miscela di polietileni molto resistenti alle lacerazioni e in grado di sopportare temperature molto basse e molto elevate.

La guaina tagliamuro è un valido metodo per contrastare l’umidità di risalita, a patto che venga inserita in maniera corretta e non subisca danni durante le successive lavorazioni in fase di costruzione o in future ristrutturazioni. La corretta applicazione deve tener conto delle quote di costruzione dei pavimenti, dei marciapiedi esterni e dello spessore finale del muro, intonaco compreso.

Perché a volte la guaina tagliamuro non funziona?

L’errata posa della guaina tagliamuro è spesso la causa di problemi legati a umidità di risalita.

Altezza non idonea

La guaina va posizionata ad una quota di poco superiore alla soglia del pavimento finale.

Durante alcuni interventi, ci è capitato di trovare guaine tagliamuro ad altezze inferiori della soglia della pavimentazione. In questo caso è scontato l’assorbimento dell’acqua da parte dei mattoni al di sopra della guaina (poiché questi restano a contatto col terreno o con zone umide).

Più raramente, le guaine tagliamuro sono state trovate posizionate ad altezze ben al di sopra della soglia della pavimentazione, lasciando la parte della muratura sottostante alla guaina umida e ben visibile.

Perché succede?

Difficilmente si tratta di un errore vero e proprio in fase di costruzione. Il posizionamento della guaina ad altezza errata deriva o da un di un taglio del muro eseguito successivamente o da variazioni di quote delle pavimentazioni in corso d’opera:

Può accadere che i progettisti cambino le quote durante la fase di costruzione. Questi cambiamenti implicano variazioni di altezze che possono portare, ad esempio, alla creazione di un marciapiede molto più basso rispetto a quanto originariamente progettato. In questo caso, la guaina posata ad una altezza corretta diventerà inevitabilmente troppo bassa ed inutile al suo scopo.

Guaine tagliamuro e umidità di risalita

Taglio della guaina durante l’applicazione dell’intonaco

Un altro motivo per cui una membrana tagliamuro potrebbe risultare inefficace è a seguito del taglio della guaina sporgente dal mattone. Questa operazione viene effettuata da parte dagli intonacatori. Si tratta di una pratica per rendere il lavoro più rapido ma che nel corso del tempo può creare problemi di umidità.

Tagliando la guaina si crea una continuità nell’intonaco presente sia sotto che sopra la guaina che va a creare una sorta di “ponte” che favorisce la risalita dell’acqua tra la parte bassa della muratura posta sotto la guaina e quella alta.

Come dovrebbe essere realizzata l’intonacatura

L’intonaco, sia nella parte interna che esterna deve venire realizzato sopra alla guaina che dovrà essere tagliata o risvoltata solo dopo aver finito l’applicazione dell’intonaco. In questa maniera la guaina andrà a “tagliare” in modo corretto e continuativo muratura e intonaco. La “discontinuità” che si andrà a creare sull’intonaco non sarà visibile in quanto verrà nascosta dal battiscopa.  

Rottura della guaina

Durante la costruzione, in fase di installazione di tubature, impianti elettrici o di apparecchiature si potrebbero verificare danneggiamenti alla guaina tagliamuro. Molto frequenti sono anche le rotture in fase di ristrutturazione a seguito di apertura di scassi nelle murature per l’installazione di nuovi impianti o per la realizzazione di nuove porte ecc. In questi casi l’umidità di risalita rimarrà inizialmente circoscritta per poi andare a propagarsi lungo la muratura.

Guaine tagliamuro e umidità di risalita quali sono le soluzioni per risolvere il problema

In caso di malfunzionamento della guaina tagliamuro sono possibili diversi metodi di deumidificazione definitivi.

Se la guaina tagliamuro è posizionata ad una quota errata si può intervenire mediate l’installazione di un impianto elettrosmotico o di una centralina elettrofisica.

Se la quota è giusta, ma la guaina è stata tagliata dall’intonacatore, si può ripristinare una barriera antiumidità. Si procede rimuovendo l’intonaco e andando a ripristinare la funzionalità della guaina tramite l’applicazione di un cemento osmotico partendo dalla quota della guaina scendendo verso il pavimento.

Le barriere chimiche non vengono utilizzate per risolvere problematiche alle guaine tagliamuro principalmente per due motivi:

  • la presenza della guaina potrebbe impedire una diffusione omogenea della resina liquida;
  • Nella muratura moderna vengono utilizzati materiali da costruzione che presentano grandi cavità difficili da colmare. Questa particolarità rende questi muri non idonei ad essere deumidificanti mediante barriere chimiche. (per approfondire clicca qui)

 

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In caso di problemi di umidità da condensa e muffa potete contattarci tramite il nostro form o mandando una mail a info@elosystem.it Allegate, se possibile, qualche fotografia del problema di umidità e un contatto telefonico al quale potervi richiamare. Vi consiglieremo l’intervento migliore e ti invieremo un preventivo gratuito per poter risolvere in maniera definitiva il vostro problema di umidità.


Deumidificazione muraria su pareti affrescate

Deumidificazione muraria su pareti affrescate

Deumidificazione muraria su pareti affrescate

Niederlaner Pfarrkirche “Maria Himmelfahrt” Lana (BZ)

La presenza di umidità negli edifici storici incide notevolmente come fattore di degrado. Oltre a rendere l’ambiente insalubre e poco confortevole, può causare danni alle murature spesso decorate con affreschi, opere murarie o coperture di pregio che fanno parte di un patrimonio artistico da conservare e proteggere.

L’umidità può essere catalogata essenzialmente in tre tipologie: di risalita, condensa o da infiltrazione. Può colpire qualsiasi edificio, non importa quanto esso sia antico, apparentemente solido o ben costruito.

Nel corso degli anni abbiamo constatato che, nella maggior parte dei casi, la causa principale delle problematiche legate all’umidità presenti negli edifici storici è prevalentemente derivante da umidità di risalita capillare.

Deumidificazione muraria su pareti affrescate

Antiche abitazioni nel centro storico di Bratislava

Danni causati dall’umidità agli affreschi

In presenza di affreschi od opere murarie di vario tipo, le problematiche legate all’umidità, possono danneggiare in maniera irrimediabile vere e proprie opere d’arte. Oltre ai danni causati dall’acqua assorbita dalle pareti, bisogna prendere in considerazione anche quelli derivanti dagli sbalzi termici. Le murature umide favoriscono sbalzi di temperatura che possono, ad esempio in caso di temperature molto basse o in presenza gelate, creare contrazioni nei materiali da costruzione che possono rivelarsi notevolmente dannose per decorazioni e affreschi.

La migrazione dei sali, conseguenza dell’umidità di risalita, è un fenomeno altrettanto pericoloso. Si presenta sotto forma di efflorescenze saline, barbette biancastre composte da sali che causano rigonfiamenti e distaccamenti degli intonaci sui quali possono essere presenti pitture. I sali contenuti nelle murature sono inoltre in grado di assorbire le molecole d’acqua presenti nell’ambiente in cui si trovano, scatenando un fenomeno conosciuto come umidità igroscopica.

Foto di Pasja1000 fonte Pixabay

Deumidificazione 

La deumidificazione di edifici storici che presentano al loro interno un patrimonio sottoposto all’egida dei beni culturali non permette una totale libertà di intervento. Ogni caso deve essere analizzato e valutato specificatamente ed è essenziale una collaborazione in sinergia tra l’impresa che effettua la deumidificazione, i restauratori e la soprintendenza.

Allo scopo di progettare un sistema di deumidificazione efficace presso un immobile storico, risulta molto importante effettuare un sopralluogo durante il quale si deve acquisire una serie di informazioni utili per capire al meglio come agire. Un esempio di informazioni che devono essere valutate da parte dei restauratori e dell’impresa che deve eseguire la deumidificazione sono:

  • la tipologia dei materiali da costruzione;
  • le tecniche di costruzione utilizzate;
  • le destinazioni d’uso dell’immobile nel corso del tempo;
  • la presenza di interventi di manutenzione;
  • le caratteristiche del terreno.

Soluzioni definitive all’umidità di risalita

Per limitare i danni causati dall’umidità di risalita bisogna intervenire creando una barriera permanente alla risalita. I metodi da principalmente utilizzati sono le iniezioni di resine chimiche, l’installazione di un impianto elettrosmotico oppure l’utilizzo di centraline elettrofisiche.

Iniezione di barriere chimiche

La barriera chimica prevede l’iniezione di resine liquide all’interno dei muri che polimerizzando vanno a saturare i pori presenti all’interno dei materiali da costruzione impedendo così la risalita dell’acqua.

L’asciugatura delle pareti avverrà in maniera naturale, per evaporazione, impiegando un lasso variabile tra il 24 ed i 36 mesi, per favorire l’asciugatura dei muri, si renderà necessaria l’applicazione di intonaci deumidificanti.

In presenza di affreschi l’utilizzo di resine chimiche può causare alterazioni di colore.

Centraline elettrofisiche

L’installazione di una centralina elettrofisica è un metodo di deumidificazione ideale per i casi dove è necessario intervenire in maniera assolutamente non invasiva e totalmente reversibile.

Come per le barriere chimiche, l’asciugatura delle murature avviene naturalmente, tramite evaporazione e può impiegare anche diversi anni prima che le pareti risultino perfettamente asciutte. Anche in questo caso si renderà necessario l’utilizzo di intonaci deumidificanti (o macroporosi).

Impianto elettrosmotico

L’impianto elettrosmotico risulta essere la soluzione più efficace ed in grado di dare risultati garantiti. In presenza di affreschi l’impianto viene progettato in maniera tale per assicurare una installazione che risulti minimamente invasiva.

Sistema Elo System

Gli elettrodi utilizzati negli impianti elettrosmotici ELO sono composti da fili in titanio, materiale che garantisce l’inalterabilità nel tempo e una grande durabilità. Grazie alle ridotte dimensioni, l’installazione risulta minimamente invasiva in quanto prevede l’apertura di tracce di pochi centimetri.

Allo scopo di bloccare in maniera definitiva la risalita dell’acqua, l’installazione “standard” prevede l’inserimento di un elettrodo negativo a puntazze posto alla base della muratura allo scopo di formare una barriera alla risalita; in questa maniera si va a bloccare l’umidità ad una quota inferiore rispetto al pavimento. Un elettrodo positivo, la cui funzione è quella di forzare l’acqua a scendere verso l’elettrodo negativo, viene invece installato alla quota del pavimento (o poco superiore) ottenendo l’asciugatura della muratura tra i due elettrodi.

L’asciugatura dei muri posto al di sopra degli elettrodi può avvenire tramite evaporazione naturale o in maniera forzata, grazie all’installazione di un ulteriore elettrodo positivo provvisorio (che non prevede l’apertura di tracce) che avrà lo scopo di spingere l’umidità verso le fondazioni. In presenza di pitture e affreschi, la possibilità di regolare la tensione dell’elettrodo provvisorio per variare la velocità di asciugatura è possibile assecondare eventuali necessità derivanti dalle operazioni di restauro.


Elenco di alcuni dei nostri interventi di deumidificazione mediante elettrosmosi in ambienti di valore storico e artistico:

  • Chiostro di San Biagio (MO)

Il nostro intervento è avvenuto durante la fase di restauro del chiostro di San Biagio a Modena effettuato a cavallo tra il 2006 e il 2007. Il chiostro presenta un prezioso affresco di grande importanza in quanto rappresenta una delle rare testimonianze di pittura gotica modenese giunta ai giorni nostri e che risultava essere minacciato da una consistente umidità di risalita che aveva causato sollevamenti a cratere sulla superficie.

Dopo un primo consolidamento preliminare dell’opera d’arte si è potuto procedere con l’installazione di un impianto elettrosmotico Elo System e dopo aver ottenuto la totale eliminazione dell’umidità e l’asciugatura della parete, è stato possibile effettuare la vera e propria fase di restauro.

  • Basilica di San Petronio (BO)

Un ulteriore intervento di deumidificazione in ambienti affrescati è avvento all’interno della Basilica di San Petronio a Bologna. Nel 2005 siamo intervenuti presso la Cappella dei San Pietro Martire e la cappella del Santissimo, nel 2016 presso la cappella di San Rocco e nella cripta sottostante effettuando un impianto elettrosmotico completamente controterra. Infine, nel 2017, siamo intervenuti sempre tramite elettrosmosi presso la cappella di San Michele.

  • Chiesa della Beata Vergine di Poggio Piccolo (BO)

In questa chiesa risalente alla seconda metà del 16° secolo abbiamo installato un impianto elettrosmotico lungo tutto il perimetro della Chiesa per contrastare l’umidità di risalita che stava rovinando in maniera vistosa sia la parte esterna in muratura faccia a vista che le pareti interne in parte decorate e affrescate. Un successivo e importante lavoro di restauro ha in seguito riportato la Chiesa di Poggio Piccolo al suo originario splendore.

  • Chiesa della Confraternita dell’Assunta a Savigliano (CN)

La chiesa, di origine settecentesca presenta una cupola finemente dipinta ed ha interni riccamente decorati in grado di creare l’illusione di ampliare gli spazi in realtà ristretti. Prima del nostro intervento di deumidificazione e del successivo restauro le decorazioni sulle pareti apparivano gravemente danneggiate e compromesse da umidità di risalita.

  • Casa museo di Giacomo Matteotti a Fratta Polesine (RO)

L’intervento di deumidificazione mediante l’installazione di un impianto Elo System è avvenuto nel 2016 presso il museo che fu la residenza della famiglia Matteotti. L’opera di deumidificazione e il successivo restauro venne effettuato in previsione della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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Curiosità

Nei casi più estremi, per la conservazione e il restauro di alcune opere murali o pareti affrescate, in presenza di opere di particolare pregio, potrebbe rendersi necessaria la rimozione dei dipinti. La rimozione delle opere dalle pareti originarie risulta essere un’operazione molto delicata che viene effettuata esclusivamente da parte di personale appositamente preposto e sotto la supervisione della Sovrintendenza per i beni culturali. Fino alla fine del XIX° secolo la rimozione di opere murali veniva effettuata senza molto criterio, a scopo conservativo ma spesso anche collezionistico. Lo strappo o lo stacco sono tecniche che, ad oggi (contrariamente al passato), vengono utilizzate di rado, solo ed esclusivamente in casi estremi, quando non è possibile mantenere l’opera dove è stata creata per evitare di impoverire il patrimonio architettonico. 

Deumidificazione muraria su pareti affrescate

Porzione di affresco pompeiano facente parte della collezione Borbonica conservato al MANN di Napoli

Deumidificazione di Palazzo storico in Croazia Parenzo Porec

Deumidificazione di Palazzo storico in Croazia

Deumidificazione di Palazzo storico in Croazia Parenzo Porec

Vista di Poreč (Parenzo) in Istria

L’elettrosmosi attiva è la soluzione ideale per risolvere problemi di umidità di risalita in maniera definitiva. E’ applicabile anche in palazzi storici, dove è bene intervenire durante le fasi di ristrutturazione e restauro. Vi mostriamo i risultati ottenuti con l’elettrosmosi attiva per la deumidificazione di Palazzo Sinčić, storico palazzo nel centro storico della cittadina di Parenzo in Croazia. 

Palazzo Sinčić è situato nella via Decumana del centro storico di Poreč (Parenzo) in Istria. Il palazzo spicca con il suo stile barocco, nettamente più ricco e decorato rispetto agli altri palazzi che lo circondano. Risalente al diciottesimo secolo, al suo interno ospita un museo nel quale sono contenuti reperti archeologici recuperati nella penisola Istriana che partono dalla preistoria, passando per l’epoca romana, paleocristiana, medioevale fino a giungere ai giorni nostri.

Deumidificazione di Palazzo storico in Croazia museo Porec

Intervento di deumidificazione definitiva

L’intervento di deumidificazione ha interessato Palazzo Sinčić, che ospita il Museo del territorio di Poreč (Parenzo) situato nel centro storico della cittadina. I lavori di deumidificazione sono stati eseguiti dai tecnici ELO a cavallo tra il 2014 e il 2015 all’interno di una serie di lavorazioni atte al restauro dell’intero immobile. La progettazione e direzione dei lavori presso il Museo è stata curata dall’Architetto Elisabeth Foroni di Verona.

Il Palazzo mostrava chiari ammaloramenti dovuti a umidità di risalita per cui è stato deciso di installare un impianto elettrosmotico ELO System, soluzione ideale e definitiva per contrastare la risalita capillare dell’acqua lungo le murature costruite in sasso, pietra o mattoni.

Ogni impianto elettrosmotico ELO System viene studiato nei particolari per ogni singolo caso andando incontro alle esigenze dei progettisti e dei clienti. Nel caso di Palazzo Sinčić, l’intervento di deumidificazione è stato progettato per inserirsi all’interno di un’ampia serie di lavori di ristrutturazione che hanno previsto anche il rinforzo strutturale delle fondazioni mediante la rimozione della pavimentazione perimetrale e l’esecuzione di controfondazioni in cemento armato.

Intervento non invasivo

Grazie a queste ingenti lavorazioni, l’installazione dell’impianto elettrosmotico presso il Museo del Territorio di Parenzo è risultato privo di invasività. Non si è infatti resa necessaria l’apertura di tracce sulle murature che normalmente vengono effettuate per l’allocazione degli elettrodi. 

Deumidificazione di Palazzo storico in Croazia Parenzo Porec installazione elettrosmosi
Deumidificazione di Palazzo storico in Croazia Parenzo Porec installazione elettrosmosi

L’elettrodo negativo, il cui scopo è quello di formare una barriera alla risalita bloccando l’acqua ad una quota inferiore del pavimento, è stato annegato nel nuovo massetto. L’elettrodo positivo, la cui funzione è quella di spingere l’acqua a scendere verso il negativo asciugando così la muratura, è stato posizionato appena sopra il livello del pavimento.

In immobili storici, palazzine, abitazioni, monumenti storici con rivestimenti di pregio, decorazioni, o facciavista non sempre è possibile intervenire con l’installazione di un impianto elettrosmotico. In alcuni casi l’apertura delle tracce potrebbe risultare troppo invasiva. Sarà quindi possibile valutare l’installazione delle centraline elettrofisiche ELO Def, sistema di deumidificazione NON invasivo e totalmente reversibile a cui è possibile associare il sistema misto ELO per velocizzare l’asciugatura delle murature.

Elettrodo positivo provvisorio

La parte di muratura al di sopra dell’elettrodo positivo definitivo è stata asciugata grazie all’installazione di un elettrodo positivo provvisorio. Con questo tipo di elettrodo è possibile deumidificare le murature fino a 2 – 3 metri di altezza. L’elettrodo provvisorio viene inserito nella muratura tramite fori di piccolo diametro e collegato con filo esterno allo scopo di spingere l’umidità verso l’elettrodo positivo definitivo che a sua volta la respinge verso la fondazione. Finita la fase di asciugatura delle parte superiore della muratura, che generalmente avviene nell’arco di 2 o 3 mesi, è possibile rimuovere l’elettrodo provvisorio. 

Deumidificazione di Palazzo storico in Croazia Parenzo Porec elettrodo provvisorio

Trattamento antisalino

Per contrastare possibili comparse di efflorescenze saline, è stato effettuato un trattamento antisalino prima del rifacimento dell’intonaco. Il trattamento consiste nell’applicazione di uno strato di rinzaffo antisale sulle murature, in questo caso composte da pietre tipiche della zona istriana. Ricordiamo che il trattamento antisalino è parte integrante di un corretto processo di deumidificazione. In presenza di umidità di risalita, oltre a bloccare l’afflusso dell’acqua nelle pareti è necessario trattare i muri con un prodotto antisale. La malta eviterà che il nuovo intonaco applicato venga rovinato e sgretolato dai cristalli di sale apportati dalla risalita e presenti nelle murature.

Deumidificazione di Palazzo storico in Croazia Parenzo Porec lapidario prima della deumidificazione

Sala espositiva prima della deumidificazione

Deumidificazione di Palazzo storico in Croazia Parenzo Porec lapidario dopo la deumidificazione

Effetti positivi dell’impianto elettrosmotico ELO System

Deumidificazione di Palazzo storico in Croazia Parenzo Porec prima della deumidificazione facciata

Curiosità

Durante le fasi di escavazione per il restauro di Palazzo Sinčić è stato ritrovato un pavimento a mosaico probabilmente risalente all’epoca romana. 

Deumidificazione di Palazzo storico in Croazia Parenzo Porec mosaico

 

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Barriere chimiche contro l'umidità di risalita - iniettori

Efficacia delle barriere chimiche contro l’umidità di risalita

Barriere chimiche contro l'umidità di risalita - iniettori

 

Ad oggi esistono alcune metodologie di deumidificazione i cui processi sono impiegati da diversi anni e che riescono a garantire risultati certi contro l’umidità di risalita. In questo articolo analizziamo l’efficacia delle barriere chimiche contro l’umidità di rialita elencando pregi e limiti.

 

L’efficacia delle barriere chimiche contro l’umidità di risalita è innegabile. Questo sistema di deumidificazione è stato utilizzato su larga scala per decenni in quanto era l’unico metodo di deumidificazione in grado di dare risultati apprezzabili. Il suo utilizzo è diminuito con l’arrivo dei metodi di deumidificazione che si basano sull’inversione di polarità dei muri, ma ad oggi continua ad essere uno dei migliori alleati nel campo della deumidificazione.

Danni causati dall’umidità

Avere muri colpiti dall’umidità non è mai una buona cosa. L’umidità è dannosa per la salute in quanto crea una base ideale per la proliferazione di muffe e incide sulla capacità di isolamento termico dei muri. Se non trattata arriva a danneggia le finiture (pitture e intonaco) per poi aggredire anche gli stessi materiali da costruzione. Causa principale di questi danni sono i sali presenti nei muri trasportati dall’umidità che a seguito del continuo processo di cristallizzazione (che li fa aumentare di volume) finiscono con lo sgretolare le superfici e per poi intaccare anche i materiali da costruzione.

Efficacia delle barriere chimiche

Efficacia delle barriere chimiche contro l’umidità di risalita

Le barriere chimiche sono resine liquide che vengono iniettate all’interno dei muri mediante specifiche pompe a bassa pressione e appositi iniettori. L’obiettivo principale di una barriera chimica è di intasare i dei pori presenti nei materiali da costruzione e nelle malte di cui sono composti i muri. Saturando i pori con prodotti riempitivi si va ad impedire all’acqua di risalire lungo le murature attraverso i capillari eliminando la possibilità dell’acqua di risalire.

Pur sigillando i capillari le resine utilizzate consentono ai muri di traspirare permettendo l’evaporazione dell’umidità contenuta al loro interno.

Si tratta di un metodo di deumidificazione ideale per le pareti fuori terra costruite in mattoni pieni.

Perché scegliere la barriera chimica come metodo di deumidificazione

  • Bassa invasività nell’applicazione in quanto viene iniettata effettuando fori di pochi millimetri che vengono successivamente richiusi.
  • Entrata in funzione immediata, la resina si indurisce nel giro di 24 ore impedendo la risalita.
  • Costi generalmente più contenuti rispetto ad altri metodi di deumidificazione. (Il vantaggio economico è comunque un punto da valutare in quanto esistono molte variabili legate alla superficie e al tipo di muro da trattare).

Quando la barriera chimica non è efficace?

Non tutti i muri sono idonei ad essere deumidificati con le barriere chimiche, devono infatti presentare determinate caratteristiche:

Deve essere presente una certa uniformità nei materiali per favorire la diffusione omogenea del prodotto. Meglio quindi evitare l’utilizzo in muri costruiti con laterizi di diverse tipologie.

E’ bene che non siano presenti grossi vuoti o interstizi che sarebbero difficili da colmare con le resine. Nel caso si scopra in maniera casuale la presenza di vuoti è possibile procedere comunque con l’iniezione di resine. Bisognerà però iniettare delle boiacche aventi le stesse caratteristiche del muro allo scopo di uniformare la muratura e riempire i vuoti presenti.

Se si è consapevoli della presenza di vuoti all’interno del muro è bene prendere in considerazione altri sistemi di deumidificazione.

Non deve essere presente una guaina tagliamuro perché si rischierebbe di avere una diffusione non omogenea della resina.

Un elevato quantitativo di sali contenuti nei muri potrebbe essere un problema in quanto i cristalli potrebbero ostacolare la diffusione omogenea delle resine.

Cosa bisogna sapere sulle barriere chimiche?

La barriera chimica non può dare una garanzia di efficacia totale in quanto si va ad agire iniettando le resine “alla cieca” e non è possibile garantire e controllare che la diffusione del prodotto avvenga in maniera omogenea. Si garantisce, ad ogni modo, una grande riduzione dell’assorbimento dell’acqua.

La barriera chimica non dura per sempre. Dopo una decina di anni le resine tendono a seccarsi e ritirarsi e potrebbe rendersi necessario un nuovo intervento.

A seguito della deumidificazione mediante barriere chimiche è necessario provvedere ad un trattamento antisalino delle pareti per evitare possibili efflorescenze e conseguenti danni ad intonaci e pitture.

Quali sono le alternative se il muro non è adatto a essere trattato con le barriere chimiche?

E’ possibile prendere in considerazione altre metodi di deumidificazione come l’elettrosmosi attiva o le centraline elettrofisiche.

L’elettrosmosi attiva consiste nell’allontanamento forzato dell’acqua dalle pareti attraverso un impianto gestito da una centralina elettronica. L’impianto viene realizzato inserendo elettrodi all’interno delle murature, che una volta collegati alla corrente elettrica sono in grado di forzare lo spostamento dell’acqua verso il terreno.

Le centraline elettrofisiche invece, sono apparecchi di piccole dimensioni che emanano un debole segnale magnetico in grado di agire sulle forze elettrostatiche presenti nei capillari dei materiali edili che impediscono la risalita.

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fattori che incidono su umidità

Fattori che incidono su umidità di risalita e efflorescenze

fattori che incidono su umidità

In fase di ristrutturazione, umidità di risalita e cristallizzazione dei sali sono tra i maggiori problemi da affrontare. Umidità e i quantitativi di sali possono derivare da molti fattori. Ecco perché è bene affidarsi ad esperti del settore che sappiano valutare le cause dell’umidità di risalita e il metodo di deumidificazione e il trattamento antisale più indicato.

 

Il fenomeno dell’umidità di risalita o risalita capillare dell’acqua è causato da una serie di fattori che possono essere di diversa natura.

Quando ci si ritrova davanti ad un muro scrostato a partire dalla base, nella maggior parte dei casi si tratterà di umidità di risalita (escludendo eventuali perdite di acqua dalle tubature). Per poter scegliere la soluzione giusta, bisogna però analizzare il caso in maniera molto più approfondita.

Uno dei fattori che più spesso viene indicato negli articoli che trattano di problemi di umidità di risalita è la capillarità. In maniera molto semplice si spiega che: più un materiale da costruzione è poroso, maggiore è la capacità di assorbimento dell’acqua, più capillari sono presenti, maggiore sarà la diffusione dell’acqua.

Quali sono i fattori che incidono sull’umidità di risalita?

La porosità dei materiali da costruzione e la capillarità sono solo due dei fattori che incidono sulla diffusione dell’umidità. Esistono infatti molte altre cause che incidono sull’umidità di risalita e che devono essere ben valutate. Una buona valutazione dei fattori è essenziale per poter scegliere il metodo di deumidificazione (o metodi) da utilizzare per ottenere dei risultati definitivi.

Ecco alcuni esempi di fattori:

  • Capacità di assorbimento di acqua da parte del materiale da costruzione;
  • Tecniche di costruzione delle murature;
  • Eventuale presenza di acqua nelle vicinanze (falde, fiumi, canali):
  • Quantità media di pioggia che cade annualmente;
  • Capacità di assorbimento dell’acqua da parte del terreno;
  • Umidità e temperature medie dell’ambiente;
  • Tipo di muratura (controterra, fuori terra, parzialmente interrato ecc.).

Quelli sopra elencati sono solo alcuni fattori legati all’umidità di risalita. Spesso il problema dell’umidità deriva da cause che interagiscono tra loro andando a rovinare i muri in maniera più o meno grave.

L’umidità di risalita può presentarsi con diversi gradi di gravità: quali sono le soluzioni migliori?

Se l’umidità di risalita è causata da un grosso quantitativo di acqua derivante ad esempio da un assorbimento eccessivo di acqua da parte dei terreni, presenza di falde acquifere, fiumi o canali situati nelle vicinanze dei muri, l’umidità sarà più grave e i danni maggiori. In questo caso bisognerà intervenire in maniera più incisiva utilizzando come metodi di deumidificazione un impianto elettrosmotico o una barriera chimica.

Nel caso in cui l’umidità di risalita sia causata dal contatto dei muri con del terreno in cui è presente una buona quantità di umidità, ma dove non sono presenti grossi quantitativi di acqua allo stato puramente liquido, il fenomeno sarà minore e i danni meno ingenti. In questo caso oltre ai metodi sopra elencati, si potrà valutare anche l’utilizzo di centraline elettrofisiche o di un sistema misto ELO.

 

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Inquinamento domestico e umidità

Inquinamento domestico e umidità

Inquinamento domestico e umidità

 

Uno dei fattori che incide maggiormente sull’inquinamento domestico è l’umidità che può essere causata da risalita o condensa. Le nostre case possono essere colpite da muffe, acari, batteri, monossido di carbonio polveri sottili. Si tratta di pericoli invisibili ai nostri occhi che la rendono meno sicura di quanto pensiamo. L’esposizione prolungata a queste sostanze può comportare alcuni problemi di salute che colpiscono soprattutto le vie respiratorie.

Vediamo la nostra casa come un ambiente sicuro, ma l’inquinamento domestico è un fattore sempre più presente nelle abitazioni. Dall’inquinamento domestico, come per la sindrome da edificio malato possono derivare vari malesseri come problemi alle vie respiratorie, mal di testa, fastidi agli occhi, allergie e asma.

L’inquinamento domestico può essere causato da diversi fattori. Vi elenchiamo di seguito alcuni di quelli che incidono in maniera maggiore:

  • Umidità;
  • Detersivi;
  • Insetticidi;
  • Metodi di cottura;
  • Collanti e vernici utilizzati nei mobili:
  • Fumo di sigaretta.

La presenza di umidità di risalita o umidità da condensa contribuisce in maniera notevole sul tasso di inquinamento domestico. Gli ambienti umidi sono infatti gli habitat ideali per la proliferazione di muffe e batteri particolarmente dannosi per la salute. Per far capire quanto questo problema sia importante basta pensare che Il Ministero della salute ha rilasciato un opuscolo informativo in cui parla di muffa e umidità, problematiche in grado di abbassare il comfort abitativo.

Facciamo attenzione ai detersivi e ai detergenti che utilizziamo. Cerchiamo sempre di farne un uso consapevole e di non abusare dei prodotti in quantitativi eccessivi. Quando è possibile è meglio limitare l’uso di prodotti che contengono sostanze inquinanti come ad esempio: acetone, benzene, ammoniaca e formaldeide, sostanze che possono creare infiammazioni ad occhi e vie respiratorie.

Per lo stesso motivo è sempre bene cercare di non abusare di insetticidi, cercando di preferire, quando possibile, i rimedi naturali.

La cucina è un altro momento in cui si produce inquinamento, tipi di cottura come la carne grigliata, alla piastra o fritture rilasciano nell’ambiente sostanze inquinanti. Tenere la cappa accesa durante le fasi di cottura e di arieggiare può essere di aiuto.

Molti dei mobili moderni sono trattati con colle e vernici che contengono sostanze inquinanti che vengono rilasciate nell’ambiente nel corso del tempo.

Un capitolo scontato e spinoso è il fumo della sigaretta che ristagna all’interno degli ambienti. Anche nei mesi più freddi prendiamo la buona abitudine di aprire una finestra per arieggiare.

Un consiglio su tutti per diminuire l’inquinamento domestico?

Non possiamo evitare di cucinare, di stare senza mobili o fare a meno dei detergenti, come possiamo fare quindi?

Arieggiare in maniera regolare le stanze un paio di volte al giorno (anche in inverno!). Questa semplice azione contribuisce a cambiare l’aria e a ridurre i problemi di inquinamento domestico oltre che essere di grande aiuto in caso di presenza di problemi legati ad umidità di condensa.

Come ridurre l’umidità

L’umidità merita un capitolo a parte, non solo perché è il nostro campo, ma soprattutto perché è uno dei fattori che incide in maniera maggiore sull’inquinamento domestico.

Per vivere in un ambiente sano è necessario che non siano presenti problemi di umidità da condensa, umidità di risalita o infiltrazioni d’acqua.

La presenza di umidità determina una diminuzione del comfort termico in quanto incide sulla capacità di isolamento termico dei muri (la casa risulterà sempre fredda). Un ambiente umido inoltre crea un habitat ideale per le muffe e per altri microrganismi dannosi per la salute che potrebbero proliferare più facilmente.

Per conoscere i metodi di deumidificazione che garantiscono la risoluzione dei problemi in maniera definitiva non esitate a contattarci per avere maggiori informazioni o a richiederci un preventivo gratuito su misura.

 

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In caso di problemi di umidità da condensa e muffa potete contattarci tramite il nostro form o mandando una mail a info@elosystem.it Allegate, se possibile, qualche fotografia del problema di umidità e un contatto telefonico al quale potervi richiamare. Vi consiglieremo l’intervento migliore e ti invieremo un preventivo gratuito per poter risolvere in maniera definitiva il vostro problema di umidità.


deumidificazione in villa storica stile liberty modernismo catalano

Deumidificazione di villa in stile Liberty a Vicenza

deumidificazione in villa storica stile liberty modernismo catalano

Palazzina costruita secondo il modernismo catalano, corrente facente parte dell’Art Noveau

L’elettrosmosi attiva è una soluzione molto valida per risolvere i problemi di umidità di risalita in maniera definitiva. Vi mostriamo uno dei nostri interventi di deumidificazione, effettuato in un villino storico stile liberty nella zona di Vicenza. Una gradevole costruzione risalente alla metà del diciannovesimo secolo. 

La villa in stile liberty era stata ristrutturata di recente ma presentava alcuni danni causati dall’umidità di risalita. Tracce di umidità di risalita e efflorescenze saline erano visibili sia nei muri interni che in quelli esterni. L’intonaco era visibilmente rovinato, gonfio e scrostato, questi sono danni tipici causati dall’umidità.

deumidificazione in villa storica stile liberty efflorescenze

I nostri tecnici, dopo aver effettuato il sopralluogo, hanno deciso di deumidificare il villino utilizzando l’elettrosmosi attiva. La scelta di installare un impianto elettrosmotico è stata dettata dalla presenza di ambienti seminterrati.

L’elettrosmosi è una soluzione in grado di garantire ottimi risultati contro l’umidità di risalita nelle pareti controterra costruite in sasso, pietra o mattoni. L’elettrosmosi attiva è efficace in ambienti come cantine, tavernette o caveau.    

 

Deumidificazione degli ambienti seminterrati tramite elettrosmosi

L’impianto elettrosmotico è stato installato direttamente nei piani seminterrati. I muri, costruiti in sasso, erano in buona parte a contatto diretto con il terreno (controterra). Le pareti erano state ricoperte da pareti di cartongesso che si era ormai rovinato in maniera irreversibile a causa dell’umidità di risalita.

Cartongesso e pannelli isolanti di vario tipo sono spesso utilizzati per ricoprire le pareti colpite dall’umidità di risalita. La copertura delle pareti umide, di buona norma, è un’operazione che sarebbe meglio evitare.

Perché ricoprire le pareti umide non è una buona idea?

Noi di ELO sconsigliamo sempre di applicare pannelli isolanti su pareti umide. Ricoprire le pareti umide è solamente di un palliativo che potrebbe anche peggiorare la situazione.

I tre motivi principali per cui è meglio non coprire le pareti umide sono i seguenti:

  • L’umidità di risalita continua ad agire e arriva a impregnare anche i pannelli usati come copertura rovinandoli;
  • I pannelli impediscono l’evaporazione dell’acqua dai muri peggiorando la situazione;
  • Tra pannelli e muro si crea uno spazio buio e umido che favorisce la formazione e la proliferazione della muffa.  

 

deumidificazione in villa storica stile liberty cartongesso

 

La parete in sasso nascosta dai pannelli in cartongesso rivelava un’abbondante presenza di umidità dovuta a risalita capillare. Il muro appariva notevolmente più scuro, come si può notare nelle fotografie. La colorazione è dovuta dall’umidità che era arrivata a impregnare il sasso.

deumidificazione in villa storica stile liberty elettrodi
deumidificazione in villa storica stile liberty elettrodi pareti in sasso

 

Gli elettrodi positivi e negativi sono stati installati sulle pareti utilizzando una malta conduttiva. Gli elettrodi, vengono poi collegati alla centralina elettronica Elo Unit per creare un campo elettrico contrario. Il campo elettrico che si ottiene è in grado di spostare l’acqua verso il terreno impedendo future risalite. L’asciugatura dei muri avviene in tempi rapidi, quantificabili attorno ai 2 o 3 mesi.

I nostri impianti elettrosmotici vengono studiati e progettati per ogni singolo caso. In presenza di murature controterra (come in questo caso) possono infatti essere richieste più file di elettrodi. A seconda dei tipi di materiale di costruzione possono inoltre variare i metodi di installazione degli elettrodi. In questo specifico caso ad esempio, non si è resa necessaria l’apertura delle tracce nei muri per l’alloggiamento dei fili. Gli elettrodi sono stati fissati al muro con un semplice strato di malta conduttiva.

deumidificazione in villa storica stile liberty malta conduttiva

 

Quando i muri saranno completamenti asciutti è possibile procedere con il ripristino del cartongesso e la finitura.

deumidificazione in villa storica stile liberty esterno
deumidificazione in villa storica stile liberty esterno2

La storia del villino liberty

Il villino storico in stile liberty è stato costruito verso la metà del 1800. Il proprietario ha riferito che il villino risultava essere già presente in alcune fotografie scattate attorno agli anni 1860/65, ma non si conosce con precisione l’anno di costruzione.

Il villino venne rimaneggiato attorno agli anni 20, pare, dall’Architetto Ernesto Basile. L’Architetto Basile era un noto esponente del modernismo internazionale e del liberty. Alcuni carteggi tra l’architetto palermitano e il proprietario dell’epoca avvalorano questa ipotesi.

I carteggi sono oggi in possesso dell’attuale proprietario. Da essi si intuisce che la risistemazione del villino doveva essere attuata in occasione del matrimonio tra il committente ed una Signora di origini tedesche. La futura moglie doveva essere un’artista, forse una cantante lirica o una musicista. Nel carteggio si insiste molto infatti sull’importanza dell’acustica del salone principale.

La ristrutturazione del villino liberty

Un blocco posteriore della casa fu aggiunto negli anni 60, e a differenza della parte anteriore, è privo di elementi decorativi. La facciata è però caratterizzata da grandi finestre all’inglese costruite in metallo.

L’attuale proprietario, ha fatto restaurare il villino nel 2013, su suo progetto e design. La ristrutturazione è avvenuta nel pieno rispetto dei vincoli architettonici e paesaggistici. I colori originali sono stati recuperati così come anche molti elementi interni del periodo deco’ che erano stati eliminati per questioni di gusto dalle precedenti proprietà.

Noi di ELO operiamo nel settore della deumidificazione dal 2004. I nostri tecnici sono in grado di operare presso in edifici storici e di pregio anche con vincoli dettati dai beni culturali grazie alla grande esperienza accumulata. I nostri sistemi di deumidificazione sono stati utilizzati Ecco alcuni dei nostri lavori: Basilica di San Petronio a Bologna, Santuario di Poggio Piccolo provincia di Bologna, Chiesa del Budrione a Carpi (MO), Palazzo del XV° secolo situato ad Ostiglia che ospita il B&B Antica Dimora.

Curiosità

L’Art Noveau è stato un movimento artistico ispirato alla natura nato in Europa tra la fine dell’ottocento e i primi anni del 1900. Stile Liberty è il nome con cui l’Art Noveau si diffuse in Italia. Lo Jugendstil era uno dei nomi con cui l’Art Noveau era conosciuta nei paesi di lingua germanica. Il modernismo catalano è un movimento molto celebre diffuso in Spagna di stessa ispirazione. Antoni Gaudì fu uno dei maggiori esponenti di questo movimento, a lui si deve la costruzione della Sagrada Familia a Barcellona.

sala borsa bologna liberty

Biblioteca Sala Borsa di Bologna in stile Liberty

Stazione della metropolitana in Jugendstil a Vienna

 

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efficacia dell'intonaco deumidificante - intonaco

Umidità di risalita e intonaco deumidificante

 

Umidità di risalita e intonaco deumidificante, è possibile risolvere il problema con questo tipo di prodotto? L’intonaco deumidificante o macroporoso viene spesso proposto come soluzione economica per risolvere i problemi di umidità di risalita. La verità è che l’intonaco deumidificante è in grado di fare evaporare l’acqua dal muro ma non riesce in nessuna maniera a bloccare l’umidità di risalita.

 

Intonaco deumidificante o macroporoso con resistenza ai sali trasportati dalla risalita. Generalmente questa è la descrizione che viene data a questo genere di prodotto. Si tratta di uno speciale intonaco dotato di pori di dimensioni maggiori rispetto ad un intonaco tradizionale. Questo intonaco è in grado di far fuoriuscire l’acqua sotto forma di vapore e di impedire al sale di fuoriuscire sulla muratura evitando le efflorescenze saline.

Spesso viene suggerito come soluzione economica per risolvere i problemi di umidità di risalita. In realtà però la sua funzione è unicamente quella di fare evaporare l’acqua assorbita dal muro e resistere meglio ai sali che si depositano all’interno dei macropori. L’intonaco macroporoso o deumidificante non è in grado in nessuna maniera di bloccare la risalita.

 

Umidità nelle case nuove e nelle nuove costruzioni - Umidità da risalita

 

Che cos’è l’umidità di risalita?

Si tratta di acqua che viene assorbita dai muri dal terreno circostante. L’acqua può arrivare da falde acquifere presenti nelle vicinanze o accumularsi per le piogge. Le murature più colpite da fenomeno dell’umidità di risalita sono quindi quelle a contatto col terreno, i muri perimetrali e i muri portanti interni.

I muri, sono composti da materiali che per loro natura presentano delle porosità. L’acqua riesce a risalire attraverso queste porosità grazie al fenomeno della capillarità e a diffondersi lungo le murature andando a creare il cosiddetto fenomeno dell’umidità di risalita.

Se noi applichiamo una mano di intonaco deumidificante su un muro che presenta umidità di risalita cosa succede?

In un primo momento l’intonaco farà evaporare l’acqua presente all’interno del muro, ma, dal momento che il problema principale non è stato risolto, acqua e sali continueranno ad essere assorbiti. Si tratta quindi di una soluzione che può durare qualche mese o qualche anno, dopodiché l’intonaco deumidificante o macroporoso, in caso di umidità di risalita, si rovinerà di nuovo.

C’è inoltre un ulteriore problema: i sali contenuti nel terreno e che vengono traportati nei muri dall’umidità di risalita.

Un intonaco deumidificante o macroporoso non è in grado di resistere a grossi quantitativi di sale e alle efflorescenze saline che ne conseguono. Le efflorescenze finiscono col cristallizzare e ad aumentare di volume andando disgregare l’intonaco macroporoso. Un prodotto più idoneo in questi casi è il rinzaffo antisale, malta che noi consigliamo sempre in caso di umidità di risalita.

L’intonaco deumidificante è quindi inutile?

Assolutamente no, ma come tutte le cose va utilizzato in specifici casi. L’intonaco deumidificante o macroporoso risulta essere utile in queste situazioni:

  • se associato ad una deumidificazione definitiva all’umidità di risalita come ad esempio l’iniezione di una barriera chimica;
  • se associato ad una deumidificazione definitiva mediante centralina elettrofisica;
  • per fare evaporare l’acqua da un muro dove si è presentata una perdita da un tubo o in seguito ad una alluvione;

E in caso di impianti elettrosmotici?

 La deumidificazione definitiva tramite l’installazione di un impianto elettrosmotico permette all’acqua di evaporare in maniera molto più rapida con conseguenti tempi di asciugatura dei muri brevi. Grazie a questi benefici specifici dell’elettrosmosi, l’utilizzo di intonaco deumidificante o macroporoso non è necessario.

 

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