Contro l’umidità di risalita esistono diverse soluzioni adottabili: impianti elettrosmotici, centraline elettrofisiche ma anche l’utilizzo di barriere chimiche, un metodo in grado di interrompere la risalita dell’acqua rendendo i muri impermeabili.

 

La barriera chimica in parole semplici

I materiali edili presentano porosità comunicanti, è questa caratteristica che favorisce l’umidità di risalita; i pori vanno a creare vasi comunicanti che favoriscono l’ascesa dell’acqua lungo le murature creando le problematiche tipiche come muri scrostati, efflorescenze saline e talvolta anche muffa.

Con un trattamento impermeabilizzante costituito dall’iniezione di una barriera chimica si va ad agire proprio su questi vasi comunicanti, vediamo come:

Utilizzo delle barriere chimiche contro l’umidità di risalita: generalmente si interviene alla base della muratura fuori terra. Dopo aver creato appositi fori nei quali vengono inseriti specifici iniettori, viene iniettato all’interno del muro, con un sistema a bassa pressione, un idoneo quantitativo di resine chimiche idrorepellenti che vanno a “saturare” i pori creando di fatto una fascia continua che fa diventare la muratura impermeabile all’acqua.

 

Barriere chimiche contro l'umidità di risalita - iniettori

 

Durante gli interventi effettuati da Elo, il prodotto che viene iniettato è una soluzione di formulato idrorepellente a base d’esteri di silicio e silossani in solvente alifatico (ragia minerale). Inoltre la Elo inietta sempre con pompa a bassa pressione dotata di manometri e mai per caduta (con sacchetti o imbuti) poiché solo così si ha la garanzia che il prodotto arrivi dove serve senza disperdersi per cavità o altro.

La barriera chimica si polimerizza nell’arco di circa 24 ore, entrando così “in funzione” in brevissimo tempo.

Dopo aver eseguito l’iniezione della barriera chimica è bene procedere con l’applicazione di un rinzaffo antisale. Bisogna tenere bene in considerazione che l’assorbimento dell’acqua sarà interrotto, ma i sali assorbiti dal muro nel corso del tempo (spesso decenni) tenderanno a riaffiorare, ma non solo, l’acqua residua presente nella muratura evaporerà naturalmente e lentamente nel corso del tempo e anche in questo caso saranno inevitabili gli affioramenti di sale.

Se non opportunamente trattati con specifici prodotti i sali andranno a rovinare intonaco e finitura annullando in parte i benefici dell’impermeabilizzazione.

 

Barriere-chimiche-contro-lumidità-di-risalita-Efflorescenze-saline

 

I vantaggi dell’utilizzo delle barriere chimiche sono la non alterazione della traspirabilità dei materiali.

Dato il tipo di applicazione la realizzazione di una barriera chimica risulta poco sicura e molto costosa nelle pareti in laterizio forato, in pietra o in tufo. Si tratta di un sistema invece ideale per le murature in mattoni pieni.

Il costo di applicazione varia, oltre che dalla lunghezza delle pareti da trattare anche dalla tipologia e dallo spessore della muratura. Si ha un vantaggio economico nell’utilizzo di questo sistema di deumidificazione quando si deve operare in pareti con grandi aperture o su colonnati e pilastri.

Per questioni statiche non è applicabile nel calcestruzzo o nel cemento armato per questo genere di materiali esistono altre tipologie di sistemi deumidificanti.

I vantaggi dell’utilizzo delle barriere chimiche sono la non alterazione della traspirabilità dei materiali.

Barriere chimiche contro l’umidità di risalita i limiti di questo metodo

La barriera chimica è un prodotto che nel corso degli anni va ad esaurire la sua efficacia. Mediamente, dopo una decina di anni, i prodotti iniettati tenderanno a perdere lentamente di efficacia “seccandosi” e lasciando passare l’umidità di risalita.

Se il muro da trattare contiene un eccessivo quantitativo di sali (trasportati nel corso del tempo dall’acqua) sarà impossibile avere una corretta ed omogenea distribuzione del prodotto chimico al suo interno. Alcuni sali presenti all’interno dei pori potrebbero ostacolare il prodotto chimico e sciogliersi in un secondo tempo, creando quindi una possibile via di risalita per l’acqua.

Alcuni tipi di murature, a causa della loro composizione, della loro disomogeneità e di alcuni materiali usati in fase di costruzione non possono essere trattati con la barriera chimica (es. sasso, tufo, arenaria).


Per questi motivi sopra elencati, prima di procedere con la decisione di utilizzare una barriera chimica contro l’umidità di risalita, è bene rivolgersi ad un professionista che saprà valutare la fattibilità di questo tipo di intervento ed eventualmente suggerire soluzioni più idonee. Per maggiori informazioni e un preventivo gratuito non esitate a contattarci.