Deumidificazione muraria su pareti affrescate

Niederlaner Pfarrkirche “Maria Himmelfahrt” Lana (BZ)

La presenza di umidità negli edifici storici incide notevolmente come fattore di degrado. Oltre a rendere l’ambiente insalubre e poco confortevole, può causare danni alle murature spesso decorate con affreschi, opere murarie o coperture di pregio che fanno parte di un patrimonio artistico da conservare e proteggere.

L’umidità può essere catalogata essenzialmente in tre tipologie: di risalita, condensa o da infiltrazione. Può colpire qualsiasi edificio, non importa quanto esso sia antico, apparentemente solido o ben costruito.

Nel corso degli anni abbiamo constatato che, nella maggior parte dei casi, la causa principale delle problematiche legate all’umidità presenti negli edifici storici è prevalentemente derivante da umidità di risalita capillare.

Deumidificazione muraria su pareti affrescate

Antiche abitazioni nel centro storico di Bratislava

Danni causati dall’umidità agli affreschi

In presenza di affreschi od opere murarie di vario tipo, le problematiche legate all’umidità, possono danneggiare in maniera irrimediabile vere e proprie opere d’arte. Oltre ai danni causati dall’acqua assorbita dalle pareti, bisogna prendere in considerazione anche quelli derivanti dagli sbalzi termici. Le murature umide favoriscono sbalzi di temperatura che possono, ad esempio in caso di temperature molto basse o in presenza gelate, creare contrazioni nei materiali da costruzione che possono rivelarsi notevolmente dannose per decorazioni e affreschi.

La migrazione dei sali, conseguenza dell’umidità di risalita, è un fenomeno altrettanto pericoloso. Si presenta sotto forma di efflorescenze saline, barbette biancastre composte da sali che causano rigonfiamenti e distaccamenti degli intonaci sui quali possono essere presenti pitture. I sali contenuti nelle murature sono inoltre in grado di assorbire le molecole d’acqua presenti nell’ambiente in cui si trovano, scatenando un fenomeno conosciuto come umidità igroscopica.

Foto di Pasja1000 fonte Pixabay

Deumidificazione 

La deumidificazione di edifici storici che presentano al loro interno un patrimonio sottoposto all’egida dei beni culturali non permette una totale libertà di intervento. Ogni caso deve essere analizzato e valutato specificatamente ed è essenziale una collaborazione in sinergia tra l’impresa che effettua la deumidificazione, i restauratori e la soprintendenza.

Allo scopo di progettare un sistema di deumidificazione efficace presso un immobile storico, risulta molto importante effettuare un sopralluogo durante il quale si deve acquisire una serie di informazioni utili per capire al meglio come agire. Un esempio di informazioni che devono essere valutate da parte dei restauratori e dell’impresa che deve eseguire la deumidificazione sono:

  • la tipologia dei materiali da costruzione;
  • le tecniche di costruzione utilizzate;
  • le destinazioni d’uso dell’immobile nel corso del tempo;
  • la presenza di interventi di manutenzione;
  • le caratteristiche del terreno.

Soluzioni definitive all’umidità di risalita

Per limitare i danni causati dall’umidità di risalita bisogna intervenire creando una barriera permanente alla risalita. I metodi da principalmente utilizzati sono le iniezioni di resine chimiche, l’installazione di un impianto elettrosmotico oppure l’utilizzo di centraline elettrofisiche.

Iniezione di barriere chimiche

La barriera chimica prevede l’iniezione di resine liquide all’interno dei muri che polimerizzando vanno a saturare i pori presenti all’interno dei materiali da costruzione impedendo così la risalita dell’acqua.

L’asciugatura delle pareti avverrà in maniera naturale, per evaporazione, impiegando un lasso variabile tra il 24 ed i 36 mesi, per favorire l’asciugatura dei muri, si renderà necessaria l’applicazione di intonaci deumidificanti.

In presenza di affreschi l’utilizzo di resine chimiche può causare alterazioni di colore.

Centraline elettrofisiche

L’installazione di una centralina elettrofisica è un metodo di deumidificazione ideale per i casi dove è necessario intervenire in maniera assolutamente non invasiva e totalmente reversibile.

Come per le barriere chimiche, l’asciugatura delle murature avviene naturalmente, tramite evaporazione e può impiegare anche diversi anni prima che le pareti risultino perfettamente asciutte. Anche in questo caso si renderà necessario l’utilizzo di intonaci deumidificanti (o macroporosi).

Impianto elettrosmotico

L’impianto elettrosmotico risulta essere la soluzione più efficace ed in grado di dare risultati garantiti. In presenza di affreschi l’impianto viene progettato in maniera tale per assicurare una installazione che risulti minimamente invasiva.

Sistema Elo System

Gli elettrodi utilizzati negli impianti elettrosmotici ELO sono composti da fili in titanio, materiale che garantisce l’inalterabilità nel tempo e una grande durabilità. Grazie alle ridotte dimensioni, l’installazione risulta minimamente invasiva in quanto prevede l’apertura di tracce di pochi centimetri.

Allo scopo di bloccare in maniera definitiva la risalita dell’acqua, l’installazione “standard” prevede l’inserimento di un elettrodo negativo a puntazze posto alla base della muratura allo scopo di formare una barriera alla risalita; in questa maniera si va a bloccare l’umidità ad una quota inferiore rispetto al pavimento. Un elettrodo positivo, la cui funzione è quella di forzare l’acqua a scendere verso l’elettrodo negativo, viene invece installato alla quota del pavimento (o poco superiore) ottenendo l’asciugatura della muratura tra i due elettrodi.

L’asciugatura dei muri posto al di sopra degli elettrodi può avvenire tramite evaporazione naturale o in maniera forzata, grazie all’installazione di un ulteriore elettrodo positivo provvisorio (che non prevede l’apertura di tracce) che avrà lo scopo di spingere l’umidità verso le fondazioni. In presenza di pitture e affreschi, la possibilità di regolare la tensione dell’elettrodo provvisorio per variare la velocità di asciugatura è possibile assecondare eventuali necessità derivanti dalle operazioni di restauro.


Elenco di alcuni dei nostri interventi di deumidificazione mediante elettrosmosi in ambienti di valore storico e artistico:

  • Chiostro di San Biagio (MO)

Il nostro intervento è avvenuto durante la fase di restauro del chiostro di San Biagio a Modena effettuato a cavallo tra il 2006 e il 2007. Il chiostro presenta un prezioso affresco di grande importanza in quanto rappresenta una delle rare testimonianze di pittura gotica modenese giunta ai giorni nostri e che risultava essere minacciato da una consistente umidità di risalita che aveva causato sollevamenti a cratere sulla superficie.

Dopo un primo consolidamento preliminare dell’opera d’arte si è potuto procedere con l’installazione di un impianto elettrosmotico Elo System e dopo aver ottenuto la totale eliminazione dell’umidità e l’asciugatura della parete, è stato possibile effettuare la vera e propria fase di restauro.

  • Basilica di San Petronio (BO)

Un ulteriore intervento di deumidificazione in ambienti affrescati è avvento all’interno della Basilica di San Petronio a Bologna. Nel 2005 siamo intervenuti presso la Cappella dei San Pietro Martire e la cappella del Santissimo, nel 2016 presso la cappella di San Rocco e nella cripta sottostante effettuando un impianto elettrosmotico completamente controterra. Infine, nel 2017, siamo intervenuti sempre tramite elettrosmosi presso la cappella di San Michele.

  • Chiesa della Beata Vergine di Poggio Piccolo (BO)

In questa chiesa risalente alla seconda metà del 16° secolo abbiamo installato un impianto elettrosmotico lungo tutto il perimetro della Chiesa per contrastare l’umidità di risalita che stava rovinando in maniera vistosa sia la parte esterna in muratura faccia a vista che le pareti interne in parte decorate e affrescate. Un successivo e importante lavoro di restauro ha in seguito riportato la Chiesa di Poggio Piccolo al suo originario splendore.

  • Chiesa della Confraternita dell’Assunta a Savigliano (CN)

La chiesa, di origine settecentesca presenta una cupola finemente dipinta ed ha interni riccamente decorati in grado di creare l’illusione di ampliare gli spazi in realtà ristretti. Prima del nostro intervento di deumidificazione e del successivo restauro le decorazioni sulle pareti apparivano gravemente danneggiate e compromesse da umidità di risalita.

  • Casa museo di Giacomo Matteotti a Fratta Polesine (RO)

L’intervento di deumidificazione mediante l’installazione di un impianto Elo System è avvenuto nel 2016 presso il museo che fu la residenza della famiglia Matteotti. L’opera di deumidificazione e il successivo restauro venne effettuato in previsione della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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Curiosità

Nei casi più estremi, per la conservazione e il restauro di alcune opere murali o pareti affrescate, in presenza di opere di particolare pregio, potrebbe rendersi necessaria la rimozione dei dipinti. La rimozione delle opere dalle pareti originarie risulta essere un’operazione molto delicata che viene effettuata esclusivamente da parte di personale appositamente preposto e sotto la supervisione della Sovrintendenza per i beni culturali. Fino alla fine del XIX° secolo la rimozione di opere murali veniva effettuata senza molto criterio, a scopo conservativo ma spesso anche collezionistico. Lo strappo o lo stacco sono tecniche che, ad oggi (contrariamente al passato), vengono utilizzate di rado, solo ed esclusivamente in casi estremi, quando non è possibile mantenere l’opera dove è stata creata per evitare di impoverire il patrimonio architettonico. 

Deumidificazione muraria su pareti affrescate

Porzione di affresco pompeiano facente parte della collezione Borbonica conservato al MANN di Napoli