Umidità di risalita ed elettrosmosi: quando sì e quando no

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ToggleCos’è l’elettrosmosi e come funziona
L’elettrosmosi è una tecnologia che contrasta la risalita capillare dell’acqua all’interno delle murature.
L’acqua presente nel terreno tende naturalmente a risalire attraverso i pori del materiale da costruzione. Questo fenomeno è favorito dalla capillarità e dal campo elettrico naturale che accompagna il movimento dell’acqua.
Un impianto elettrosmotico applica un campo elettrico controllato capace di invertire il movimento dell’acqua, riportandola verso il terreno e interrompendone l’assorbimento da parte delle murature.
Il risultato è una progressiva e rapida delle pareti che comporta la possibilità di ripristinare definitivamente gli intonaci in tempi brevi.
Quando l’elettrosmosi è la soluzione migliore
Esistono situazioni nelle quali l’elettrosmosi rappresenta la tecnologia più indicata, come, per esempio, nei seguenti casi:
Murature in mattoni, pietra e materiali minerali
L’elettrosmosi può essere impiegata nelle murature costituite da materiali porosi aventi porosità comunicanti, come:
- mattoni pieni
- laterizio
- pietra naturale
- sasso
- tufo
- murature miste
Controterra con umidità in controspinta laterale
Uno dei casi più complessi riguarda le pareti controterra.
Qui l’umidità non risale soltanto dal basso, ma viene anche spinta lateralmente dalla pressione del terreno.
In queste condizioni l’elettrosmosi rappresenta una delle poche tecnologie in grado di fornire risultati affidabili, anche quando la spinta proviene lateralmente.
Per questo motivo viene spesso scelta per:
- locali interrati
- cantine
- taverne
- muri controterra
- edifici storici con pareti interrate
Murature con elevata concentrazione di sali
Con il passare degli anni l’acqua trasporta grandi quantità di sali all’interno della muratura.
Quando la concentrazione salina diventa molto elevata, alcune tecnologie possono perdere parte della loro efficacia.
L’elettrosmosi continua invece a lavorare anche in presenza di importanti quantità di sali idrosolubili, risultando spesso la soluzione più indicata negli edifici molto degradati.
Acqua di falda vicino alle fondazioni
Quando il livello della falda è elevato o molto vicino alle fondazioni, la muratura rimane costantemente alimentata da acqua.
In queste situazioni è fondamentale utilizzare un sistema capace di contrastare in modo continuo il fenomeno della risalita.
L’elettrosmosi è particolarmente adatta proprio perché agisce bloccando l’umidità al di sotto del livello delle fondazioni.
Umidità presente da molti anni
Più una muratura rimane bagnata, maggiore diventa la quantità di acqua immagazzinata al suo interno.
Negli edifici storici capita spesso di trovare muri che assorbono acqua da decenni o addirittura da secoli.
In questi casi è importante utilizzare una tecnologia che interrompa completamente l’alimentazione della risalita.
Quando serve una soluzione definitiva
L’elettrosmosi è particolarmente indicata quando l’obiettivo è ottenere una soluzione stabile e duratura, soprattutto negli edifici destinati a:
- abitazioni principali
- immobili di pregio
- edifici storici in fase di restauro
- attività commerciali
Quando è necessario rifare rapidamente gli intonaci
Dopo aver eliminato la causa dell’umidità occorre attendere che la muratura asciughi prima di ripristinare definitivamente gli intonaci.
Uno dei principali vantaggi dell’elettrosmosi è la rapidità del processo di asciugatura.
In molti casi è possibile intervenire sul ripristino degli intonaci dopo 1-3 mesi, riducendo notevolmente i tempi di ripristino rispetto ad altre tecnologie.

Quando l’elettrosmosi NON è indicata
Sebbene, ad oggi, l’elettrosmosi sia una metodologia in grado di dare risultati garantiti in ogni caso in presenza di umidità di risalita capillare, ha alcuni precisi limiti applicativi che è bene conoscere in anticipo.
In presenza di perdite o infiltrazioni
L’elettrosmosi contrasta esclusivamente la risalita capillare.
Non può eliminare l’acqua proveniente da:
- tubazioni rotte
- perdite dell’impianto idrico
- infiltrazioni dal tetto
- infiltrazioni attraverso terrazzi
- infiltrazioni da facciate
- scarichi difettosi
In questi casi occorre prima eliminare la causa della perdita.
In presenza di condensa
La condensa è un fenomeno completamente diverso dalla risalita capillare.
È legata al divario di temperatura tra l’umidità ambientale e le superfici delle pareti.
Installare un impianto elettrosmotico non elimina la condensa.
Possono verificarsi piccoli benefici indiretti dovuti alla diminuzione dell’umidità complessiva della muratura, ma la causa rimane invariata.
La condensa richiede interventi specifici come:
- miglioramento della ventilazione
- isolamento termico
- controllo dell’umidità interna
- ventilazione meccanica controllata (VMC)
Quando è richiesto un intervento completamente non invasivo
Un impianto elettrosmotico richiede normalmente l’inserimento di elettrodi nella muratura.
Questo comporta piccole opere murarie, come l’apertura di tracce o fori, che vengono successivamente ripristinati.
Quando il cliente desidera evitare qualsiasi intervento invasivo, ad esempio perché:
- gli intonaci sono stati appena rifatti;
- l’immobile è appena stato ristrutturato;
- la casa è abitata e non si vogliono eseguire opere murarie;
può essere preferibile valutare tecnologie alternative completamente non invasive.
Murature con superfici artistiche da preservare
In presenza di:
- affreschi
- decorazioni storiche
- stucchi antichi
- superfici artistiche
qualsiasi intervento che richieda l’apertura di tracce deve essere valutato con estrema attenzione.
In questi casi possono essere più adatte tecnologie che non richiedano alcun intervento diretto sulla muratura.
Murature in cemento armato
L’elettrosmosi non è indicata nelle strutture in cemento armato.
La presenza dell’armatura metallica tende, infatti, a modificare e a neutralizzare il campo elettrico generato dall’impianto, riducendone significativamente l’efficacia.
Per questo motivo, nelle strutture prevalentemente in cemento armato è opportuno valutare soluzioni tecnologiche differenti.
L’importanza della diagnosi prima della scelta
L'errore più frequente consiste nel chiedersi: "Qual è il sistema migliore?"
La domanda corretta è invece: "Qual è il sistema migliore per questa specifica muratura?"
Ogni edificio presenta caratteristiche differenti:
- tipologia costruttiva;
- materiali impiegati;
- quantità di sali;
- presenza di acqua di falda;
- controterra;
- vincoli architettonici;
- stato degli intonaci;
- esigenze del proprietario.
Solo una diagnosi tecnica permette di individuare la tecnologia più efficace.
Elettrosmosi o elettrofisica?
Negli ultimi anni si parla sempre più spesso anche di elettrofisica, una tecnologia completamente non invasiva.
L’elettrofisica rappresenta spesso la soluzione ideale quando si desidera evitare opere murarie, per esempio per intervenire su superfici di pregio.
L’elettrosmosi, invece, continua a rappresentare la scelta preferenziale nei casi più complessi, come:
- elevata concentrazione di sali;
- forte umidità di risalita;
- presenza di acqua di falda;
- murature molto degradate;
- pareti controterra con controspinta laterale.
Per questo motivo, ELO ha creato e brevettato il sistema Combi che consente di integrare entrambe le tecnologie, consentendo di far lavorare in sinergia entrambe le soluzioni adattandole in base alle caratteristiche dell’edificio.
Domande frequenti (FAQ)
Se la causa dell’umidità è effettivamente la risalita capillare e la muratura è idonea, un impianto elettrosmotico progettato e installato correttamente elimina in modo stabile il fenomeno.
Sì. Le murature in pietra, sasso e altri materiali minerali con porosità comunicanti sono tra quelle in cui questa tecnologia risulta essere totalmente efficace.
Solo se la muffa è una conseguenza diretta dell’umidità di risalita. Se invece è causata da condensa o scarsa ventilazione, occorre intervenire sulla causa specifica.
Spesso sì, soprattutto quando sono presenti murature in pietra o laterizio con forte umidità di risalita. Tuttavia, se sono presenti affreschi o superfici decorative da preservare, è necessario valutare attentamente la modalità di intervento.
Solo una diagnosi tecnica può stabilire con certezza l’origine dell’umidità e individuare la tecnologia più adatta. La scelta non dovrebbe mai basarsi esclusivamente sui sintomi visibili.
In sintesi
L’elettrosmosi è una tecnologia estremamente efficace, ma non è la risposta a ogni problema di umidità. Offre risultati eccellenti quando viene applicata nei contesti corretti: murature minerali, forte umidità di risalita, presenza di sali, acqua di falda o pareti controterra. Al contrario, non è indicata per condensa, infiltrazioni, perdite idriche o strutture in cemento armato.
Grazie ad una diagnosi accurata che identifichi la causa dell’umidità e le caratteristiche della muratura è possibile scegliere la soluzione più efficace, evitando interventi inutili e ottenendo un risultato realmente duraturo.
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Articolo realizzato dalla redazione tecnica ELO System.
Ultimo aggiornamento: luglio 2026.
